"Gli impianti sono a norma", dice La Verità. I dati del Ministero raccontano un'altra storia.
La Verità titola oggi: "I giudici chiudono l'ex Ilva in nome del green". L'argomento centrale: gli impianti sarebbero "in regola con le norme", quindi la chiusura sarebbe solo ideologia ambientalista, non necessità reale.
Bastano pochi minuti di verifica per smontarlo.
La sentenza motiva lo stop per la presenza di oltre 2.000 tonnellate di amianto ancora presenti negli altoforni — un dato tecnico, non un'opinione. Ma non è solo questo. Negli ultimi mesi il Ministero dell'Ambiente ha dovuto diffidare formalmente Acciaierie d'Italia più volte, sulla base di controlli ISPRA e ARPA Puglia: a maggio 2026, alluminio scaricato quasi 10 volte oltre il limite consentito (9,6 mg/l contro un limite di 1), boro oltre il doppio, solidi sospesi totali più di tre volte il valore ammesso. Pochi giorni dopo, un secondo superamento su azoto ammoniacale, il doppio del limite di legge.
C'è di più: la Commissione Europea ha giudicato l'intera Autorizzazione Integrata Ambientale del 2025 incompatibile con il diritto UE, perché l'Italia continua ad applicare limiti superati invece delle più recenti linee guida OMS. È aperta una procedura d'infrazione, con rischio di deferimento alla Corte di Giustizia.
E qui arriva il dettaglio più clamoroso: nel proprio ricorso alla Corte d'Appello, la stessa Acciaierie d'Italia ha sostenuto di aver superato quasi mille ispezioni con esito sempre regolare — un'affermazione contraddetta, nello stesso periodo, proprio dalle diffide ministeriali appena descritte. Non lo dice un comitato, non lo dice un giudice ambientalista: lo certifica il Ministero, sulla base dei controlli dei suoi stessi organi tecnici.
Il resto dell'articolo segue lo stesso schema di semplificazione: si ironizza sul fatto che gli impianti "non si alimentano con le pale eoliche" — argomento contro nessuno, perché nessuno lo ha mai proposto. Si cita una perdita di 40 miliardi di PIL senza una fonte verificabile. Si tira in ballo il successo di AfD in Sassonia come prova che la transizione ambientale genera solo estremismo.
C'è anche un passaggio onesto: l'articolo riconosce che "in linea teorica i giudici hanno ragione, perché nessuno ha il diritto di fare ammalare il prossimo". Poi quella teoria viene accantonata in fretta, per tornare al calcolo economico — lo stesso schema che raccontiamo da settimane in questo dossier: la salute riconosciuta a parole, archiviata nei fatti.
Numeri e fonti, come sempre, su Taranto Antica.


































































