La scena
Prima che Taranto diventasse una grande città della Magna Grecia, esisteva un luogo segnato dal mare, dalle rotte e dai racconti.
Qui, tra approdi naturali e terre fertili, mito e storia iniziano a sovrapporsi, dando origine a una delle fondazioni più singolari del mondo greco.
La nascita di Taranto non è solo un evento storico, ma un racconto fatto di leggende, migrazioni e scelte decisive, che ancora oggi influenzano il volto della città.
La fondazione di Taranto rappresenta un caso unico nella storia della colonizzazione greca d’Occidente.
Secondo la tradizione, la città nacque nel 706 a.C. come colonia spartana, in un’epoca in cui il mondo greco stava ampliando i propri orizzonti nel Mediterraneo.
Fin dalle origini, la storia di Taranto si colloca tra mito e realtà, tra racconto simbolico e testimonianze storiche, in un intreccio che ne ha definito l’identità profonda.
Taras e il mare: il mito delle origini
Secondo la mitologia, la città prende il nome da Taras, figlio del dio Poseidone.
Il racconto narra che Taras, naufragato sulle coste del golfo, fu salvato dal padre e condotto in salvo nel luogo dove sarebbe sorta la città.
Questo mito non ha solo valore narrativo:
- lega Taranto al mare come elemento fondante
- attribuisce alla città un’origine divina
- spiega il ruolo centrale della navigazione e del porto
Non a caso Taras compare frequentemente sulle monete antiche, simbolo della città e della sua protezione divina.
Falanto e la nascita della colonia spartana
Accanto al mito, le fonti storiche tramandano il nome di Falanto, condottiero spartano e guida dei coloni.
Secondo la tradizione, Falanto condusse un gruppo di esuli spartani verso le coste dell’Italia meridionale, dove fondarono una nuova città.
Il racconto riflette una situazione storica reale:
- tensioni sociali a Sparta
- necessità di nuove terre
- espansione economica e commerciale
Taranto nacque così come colonia, ma con caratteristiche proprie, destinate a distinguerla dalle altre poleis della Magna Grecia.
Greci e genti locali: un incontro inevitabile
Il territorio su cui sorse Taranto non era disabitato.
Popolazioni locali, spesso identificate con gli Iapigi, abitavano già l’area.
La fondazione della città non fu soltanto un evento militare, ma un processo complesso che coinvolse:
- convivenza
- integrazione
- scambi culturali
Questo incontro contribuì alla rapida crescita della città, che seppe unire tradizioni greche e locali in una realtà nuova e dinamica.
Una città che nasce dal mare
La posizione geografica di Taranto fu determinante per il suo sviluppo.
Il porto naturale, il controllo delle rotte e la fertilità del territorio permisero alla città di diventare rapidamente:
- un centro commerciale di primo piano
- un polo culturale della Magna Grecia
- un nodo strategico nel Mediterraneo
Fin dalle origini, il rapporto con il mare segnò il destino della città, un filo conduttore che attraversa tutta la sua storia.
Il passaggio
Dalla leggenda di Taras alla fondazione spartana, Taranto prende forma come città di mare, aperta agli scambi e destinata a crescere.
Le scelte compiute in questa fase iniziale — il rapporto con il territorio, con le popolazioni locali e con il Mediterraneo — segnarono profondamente il suo futuro.
Da qui in avanti, Taranto non è più solo una colonia: diventa una polis capace di affermarsi, espandersi e lasciare un segno duraturo nella storia della Magna Grecia.
Dalle sue origini mitiche e dalla fondazione spartana, Taranto avvia un percorso di crescita che la porterà ben oltre il ruolo di semplice colonia.
È in questa fase che la città inizia a definirsi come una vera polis della Magna Grecia, consapevole della propria forza e del proprio destino.

































































