La nascita dell’Italsider a Taranto (1959–1965)
Un nuovo destino per la città
Con la decisione di costruire a Taranto il più grande complesso siderurgico d’Europa, la città entra definitivamente nell’era dell’industrializzazione pesante.
È una scelta politica, economica e strategica che segna una frattura profonda con tutta la storia precedente.
Per oltre duemila anni Taranto era stata una città portuale, commerciale, militare, agricola e artigianale.
Con l’Italsider diventa una città-fabbrica.
Il contesto storico
Nel secondo dopoguerra l’Italia avvia una grande politica di industrializzazione pubblica attraverso l’IRI.
L’obiettivo è modernizzare il Paese, ridurre il divario tra Nord e Sud e creare grandi poli produttivi nel Mezzogiorno.
Nel 1959 viene decisa la costruzione di un nuovo centro siderurgico integrato a Taranto, affidato alla società Italsider (gruppo Finsider – IRI).
La scelta di Taranto non è casuale:
- porto naturale profondo
- disponibilità di grandi aree pianeggianti
- collegamenti marittimi diretti con le rotte del carbone e del minerale di ferro
- presenza dell’Arsenale e della Marina Militare
Taranto diventa così uno dei pilastri della politica industriale nazionale.
Le fasi della costruzione
- 1959 – Decisione ufficiale del Governo
- 1960 – Inizio dei lavori nell’area occidentale della città
- 1964–65 – Entrata in funzione dei primi impianti
- Anni successivi – Espansione continua fino a diventare il più grande stabilimento siderurgico d’Europa
Vengono realizzati:
- altoforni
- acciaierie
- cokerie
- impianti portuali dedicati
- quartieri operai e infrastrutture urbane
Nasce un nuovo paesaggio industriale che si estende per chilometri lungo la costa.
L’impatto sulla città
Ne deriva una profonds trasformazione urbana con la città che si espande verso ovest.
Crescono nuovi quartieri (Tamburi in primis) per ospitare migliaia di lavoratori provenienti da tutta la Puglia e dal Sud Italia.
Il rapporto millenario tra città e mare viene spezzato:
- nuove banchine industriali
- porti minerari
- dighe foranee
- zone interdette alla navigazione e alla pesca
Il paesaggio storico viene sostituito da un paesaggio industriale permanente.
Trasformazione sociale
Taranto cambia volto in pochi anni:
- da città portuale e militare a città operaia
- da economia mista a economia mono-industriale
- da identità mediterranea a identità industriale
Arrivano decine di migliaia di nuovi abitanti.
Nasce una nuova classe operaia, con una forte coscienza sindacale e politica.
La città entra nel cuore del conflitto sociale del Novecento:
- lotte sindacali
- scioperi
- battaglie per i diritti del lavoro
Trasformazione economica
Per decenni l’Italsider diventa:
- il principale datore di lavoro della città
- il motore dell’economia locale
- il centro di ogni decisione politica e urbanistica
Taranto vive in funzione dell’acciaio.
Ma questa dipendenza assoluta rende la città fragile:
quando la siderurgia entra in crisi, entra in crisi l’intero sistema urbano.
L’eredità
A partire dagli anni Ottanta emergono con forza i problemi ambientali:
- inquinamento dell’aria
- contaminazione del suolo
- compromissione del Mar Piccolo
- impatto sanitario sulla popolazione
La fabbrica, nata come simbolo di progresso, diventa progressivamente simbolo di conflitto:
tra lavoro e salute, tra sviluppo e tutela del territorio.
Ancora oggi Taranto vive le conseguenze di quella scelta compiuta nel 1959.
Un evento che cambia la storia della città
La nascita dell’Italsider non è solo un capitolo della storia industriale italiana.
È l’evento che più di ogni altro ha spezzato la continuità storica di Taranto.
Dopo l’Italsider, la città non sarà mai più la stessa.


































































