Taranto … com’era … tra mito e storia

PAROLE, PAROLE, PAROLE

Prova a mettere in fila, uno accanto all'altro, tutti gli interventi delle ultime settimane sull'ex ILVA. I sindacati: "Lo Stato garantisca." I politici: "Si apra un tavolo." Gli industriali: "Rischio catastrofe, licenziamo tutti." Le associazioni datoriali: "Serve una risposta immediata, nazionale ed europea" — seguita da un elenco di sigle (JTF, FESR, FSE+, InvestEU) che suona autorevole e non impegna a nulla di verificabile.
Cerchi, in mezzo a tutto questo, una sola frase che dica: "Se succede X, allora facciamo Y. Se invece succede Z, allora facciamo W." Non la trovi. Nessuno la scrive. Proviamo a scriverla noi.

L'ESEMPIO PERFETTO: LA MEZZA PAGINA DI DE CARO
Il caso più recente, ed emblematico, riguarda la Regione Puglia. Non sono stati Regione, Comune o Provincia a chiedere la sospensione del decreto che impone lo stop dell'area a caldo entro il 28 ottobre — quella richiesta è arrivata da Acciaierie d'Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria, le aziende stesse, in vista dell'udienza del 9 settembre davanti alla Corte d'Appello di Milano.
La Regione, guidata da Antonio Decaro, si è "costituita" nel procedimento — ma con un atto che gli stessi Genitori Tarantini, l'associazione che ha portato la vicenda fino alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, hanno definito senza mezzi termini: "Una mezza paginetta!" Poche righe per rimettersi alle valutazioni della Corte, invece di opporsi con forza alla sospensione. E il richiamo alla "decarbonizzazione" contenuto nell'atto regionale, secondo la stessa associazione, "nulla c'entra in questa fase" — i giudici del 9 settembre devono decidere solo se sospendere o no il decreto, non valutare piani industriali futuri.
Il risultato è una posizione che scontenta tutti, perché non prende posizione su nulla: il centrodestra accusa Decaro di mettere a rischio il lavoro; i comitati cittadini contestano la timidezza dell'intervento. Una Regione che "gioca su due tavoli", per usare le parole di chi ha seguito da vicino la vicenda [1][2][3].
Questo non è un caso isolato. È lo stile con cui, da mesi, si affronta l'intera vicenda: parole che sembrano prendere posizione, ma che — lette bene — non impegnano nessuno a nulla di verificabile né di operativo.

COSA MANCHEREBBE, IN ENTRAMBI I CASI

Non è difficile scrivere una proposta operativa vera: basta dire cosa si farebbe, con quali soldi, entro quando, in ciascuno degli scenari oggi sul tavolo — chiudere l'area a caldo, oppure trasformarla tecnologicamente restando accesa. Lo abbiamo fatto, punto per punto, in un capitolo dedicato di questo dossier: "Le Due Strade, con i Numeri". Non è un caso che nessuno degli attori citati sopra l'abbia mai fatto.

IL PUNTO VERO
Non stiamo dicendo che uno scenario sia giusto e l'altro sbagliato — lo abbiamo già scritto altrove in questo dossier, e resta un nodo politico ed economico legittimamente aperto. Il punto è un altro: in nessuno dei due scenari, oggi, esiste un piano scritto, con numeri, responsabili e scadenze. Esistono solo dichiarazioni che si contraddicono, atti giudiziari di mezza pagina, tavoli convocati e poi rimandati.
Chiunque — sindacato, politico, industriale — è libero di preferire uno scenario piuttosto che l'altro. Ma la differenza tra una posizione seria e una chiacchiera da salotto sta tutta qui: dire cosa si farebbe, con quali soldi, entro quando, se succede X — non limitarsi a dire "serve chiarezza" e aspettare che decida qualcun altro.
Finché continuerà così, il vero "decreto salva-Taranto" — quello vero, con numeri e scadenze, non l'ennesima mezza pagina — resterà ancora una volta il grande assente.

FONTI
[1] TarantoToday, "Ex Ilva, Genitori Tarantini contro la Regione: 'Decaro come Ponzio Pilato?'", 7 settembre 2026
[2] Ansa Puglia, "Ex Ilva, Regione 'decisione giudici consenta totale decarbonizzazione'", 7 settembre 2026
[3] Regione-Puglia Notizia, "Ex Ilva, la Puglia gioca su due tavoli", 7 settembre 2026
[4] TrmTv, "Ex Ilva, Genitori tarantini 'la Regione si opponga alla richiesta di sospensiva'"
[5] CosmoPolis, "Ex Ilva, Regione Puglia contro la sospensione: 'Priorità a salute e ambiente'"
[6] Il Giornale, "Ex Ilva, è scontro aperto tra il Pd, Decaro e i commissari", 7 agosto 2026

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Pillole di Storia

**036. Rodolfo Valentino** Nato a Castellaneta, in provincia di Taranto, il 6 maggio 1895, Rodolfo Valentino emigrò negli Stati Uniti e divenne il primo grande divo del cinema mondiale. Il suo vero nome era Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi. Morì a soli 31 anni nel 1926.

Taranto nell'800 ... com'era

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