Un anno fa lo dissero. Nessuno li ascoltò. Avevano ragione su tutto.
Il 15 novembre 2025, alla Biblioteca Acclavio, si tenne un convegno con un titolo che oggi suona quasi profetico: "Oltre il bluff della decarbonizzazione." Esperti veri — università, CNR, avvocatura ambientale, epidemiologia — smontarono punto per punto, con dati alla mano, la narrazione che ancora oggi continua a circolare identica. Le istituzioni furono invitate. Non si presentarono.
Un anno dopo, abbiamo preso ogni singola affermazione di quel convegno e l'abbiamo verificata con i dati raccolti nei mesi successivi. Il risultato è impressionante: ogni punto regge, e in alcuni casi i numeri sono persino più duri di quanto si potesse immaginare allora.
L'AIA che regola oggi le emissioni è stata costruita sui dati del 2024 — l'anno di produzione più basso nell'intera storia dello stabilimento, meno di un terzo della capacità autorizzata. Il precedente di Genova 2005, citato allora come riferimento giuridico, è documentato nero su bianco dal Ministero della Giustizia — con un dettaglio che nessuno ricorda mai: fu proprio Taranto ad assorbire la produzione che Genova dismise per ragioni sanitarie. E sulla mortalità a Paolo VI, un quartiere di cui si parla meno di Tamburi, uno studio recentissimo del Comune parla di 1.020 decessi in eccesso in vent'anni, con un picco del 68% di mortalità maschile.
Non erano previsioni allarmistiche. Erano dati, già allora. Nessuno li ha ascoltati nel 2025. Vedremo se qualcuno li ascolterà ora.


































































