L'Isola
L'isola di Taranto è un libro aperto — ma scritto in lingue diverse, in epoche diverse, su strati sovrapposti di pietra e memoria. Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Aragonesi, Spagnoli — ognuno ha lasciato il proprio segno su questo lembo di terra tra due mari, e quei segni sono ancora leggibili per chi sa dove guardare.
Da Piazza Castello — dove la storia greca, medievale e aragonese si sovrappongono in pochi metri — si scende alla Discesa Vasto, si percorre Via Garibaldi tra resti di mura antiche e palazzi nobiliari, si attraversa Piazza Fontana con i suoi secoli di memoria popolare e religiosa, e si ritorna lungo il Corso Vittorio Emanuele II con il Mar Grande sempre accanto, sempre uguale a se stesso.
È un percorso circolare — come circolare è la storia di Taranto, che torna sempre su se stessa, che costruisce sempre sulle rovine di ciò che fu. Ogni pietra racconta una storia diversa. Ogni vicolo nasconde un segreto. Ogni affaccio sul mare apre una finestra su un tempo che non è mai davvero passato.
Un viaggio nel tempo lungo il perimetro dell'isola millenaria — un'ora di cammino attraverso tremila anni di storia.

































































