Gli Ipogei
Sotto i piedi di chi cammina per i vicoli della Città Vecchia esiste un'altra città — invisibile, silenziosa, millenaria. Una rete di ambienti scavati nella roccia calcarenitica che si estende sotto ogni palazzo, ogni chiesa, ogni cortile dell'isola.
Non è un'unica grande caverna, ma un labirinto stratificato nel tempo: prima le cave di carparo dei coloni greci, che estraevano la pietra per costruire i templi in superficie; poi i magazzini romani, le cisterne medievali, i frantoi nobiliari del Seicento, i rifugi segreti di cui si è persa la memoria. Alcuni cunicoli raggiungono il mare. Altri collegano il Castello alla Cattedrale. Altri ancora non sono stati ancora esplorati.
Camminare negli ipogei di Taranto significa entrare fisicamente nella profondità del tempo — toccare con mano duemila anni di storia scavata nella roccia, un metro sotto il livello del mare, nel buio che i tarantini hanno sempre abitato senza saperlo.
Un percorso straordinario, unico al mondo, nella città sotterranea — alla scoperta delle sue origini e dei suoi misteri.

































































