Età Arcaica
Di questa Taranto greca non restano tracce visibili. La città ha costruito su se stessa per oltre duemila anni — le mura aragonesi sulle fondazioni greche, le chiese bizantine sui templi, i palazzi medievali sulle abitazioni ellenistiche.
Eppure quella città c'era. L'acropoli che ospitò i primi insediamenti spartani si presentava assai diversa dall'attuale Città Vecchia. Il lato settentrionale dell'isola era una scogliera di carparo a picco sul Mar Piccolo — la fascia costiera lungo l'attuale Via Garibaldi non esisteva ancora. Le scogliere naturali, alte fino a 20 metri, rendevano superflua qualsiasi difesa su tre lati: solo il fronte orientale, verso l'istmo, richiedeva un muro con fossato. Una fortezza naturale, prima ancora di essere una città.
Ciò che vediamo in questa mappa è il frutto paziente della ricerca archeologica: frammenti emersi per caso durante lavori edilizi, scavi condotti in condizioni difficili, testimonianze disperse nei depositi del MArTA. Ogni punto segnato su questa mappa è una finestra aperta su un mondo sepolto — la Taranto che fu, nascosta sotto quella che è.

































































