Il salotto di Taranto
C'è stato un tempo in cui Taranto aveva un salotto. Un luogo dove ci si incontrava per caso e ci si fermava per ore, dove i tarantini passeggiavano lenti, si sedevano ai caffè, entravano nelle librerie, uscivano dai cinema, si salutavano da un marciapiede all'altro. Quel tempo non è così lontano — basta chiudere gli occhi e ascoltare chi c'era.
Via D'Aquino era l'asse di tutto — il Salotto per eccellenza, il cuore pulsante della Taranto borghese e civile del Novecento. Da Corso Due Mari, dove il Mar Grande e il Canale si incontrano, fino a Piazza della Vittoria con la sua chiesa e i suoi ritrovi, fino a Piazza Maria Immacolata e Via Di Palma verso l'Arsenale. Un percorso che attraversava tutta la vita della città — i negozi storici, i caffè eleganti, la Birreria Dreher, la Libreria Mandese, il cinema, le pasticcerie, i portici animati.
Questo percorso è anche un atto di memoria. Molti di quei luoghi non esistono più — chiusi, trasformati, dimenticati. Ma i tarantini che li hanno frequentati li ricordano ancora, con una precisione e una nostalgia che dicono tutto sulla città che Taranto era e sulla città che avrebbe potuto continuare ad essere.
Un ritorno nel cuore pulsante della Taranto del Novecento — tra i ricordi di chi ha vissuto questa città quando era ancora viva e piena di sé.

































































