Castellaneta (Taranto), 6 maggio 1895 — New York, 23 agosto 1926
Attore. Il primo grande divo del cinema mondiale.
Chi è
Rodolfo Valentino, pseudonimo di Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi, è stato un attore e ballerino italiano. Fu uno dei più grandi divi del cinema muto della sua epoca, noto anche per essere stato il sex symbol di quegli anni, tanto che gli fu dato l'appellativo di Latin Lover. Nonostante il successo negli Stati Uniti, Valentino non avviò le pratiche per la naturalizzazione, conservando la cittadinanza italiana fino alla morte, avvenuta a soli trentuno anni.
Da Castellaneta a Hollywood
Nel 1904, alla fine delle elementari, si trasferisce da Castellaneta a Taranto e poi, successivamente, alla morte del padre, viene inviato a Perugia, per terminare gli studi al Collegio Convitto. Da qui viene espulso per la poca attitudine alla disciplina.
A 17 anni si trasferì a Parigi; quindi nel dicembre 1913 si imbarcò per l'America, dove si distinse come ballerino al Maxim's Atlantic. Qui incontrò Norman Kerry che lo convinse ad andare ad Hollywood nel 1915. La trafila nel cinema fu dura: prima fece la comparsa, l'ubriaco, il mendicante e poi cominciò ad avere le prime parti.
La nascita del mito
Nel 1921 appare ne "I quattro cavalieri dell'Apocalisse": un trionfo. Nasce un fenomeno mediatico di proporzioni planetarie. L'ex perito agrario di Castellaneta, che ora si fa chiamare Rudolph Valentino, diventa il prototipo del latin lover: le donne lo agognano e affollano i cinema dove si proiettano i suoi film, gli uomini lo imitano — un tripudio di ghette bianche e di capelli impomatati, torbidi sguardi e, per chi può, di limousine con l'emblema del cobra sul cofano come la sua. Ma nessuno è come lui: unico, inimitabile, irripetibile.
Piccolo di statura, capelli corvini, labbra sottili, occhi neri di taglio orientale, sguardo magnetico reso torbido da un'accentuata miopia, negli anni Venti rivoluzionò sugli schermi l'ideale maschile, rappresentando l'estrema incarnazione dell'eroe romantico, l'amante latino, sinonimo di piaceri trasgressivi, per legioni di donne americane abituate a disprezzare e temere lo straniero.
La morte e il mito
Quando morì, il 23 agosto 1926, aveva appena 31 anni. Solo cinque anni era durata la sua carriera, fulminante come la sua morte, ma erano bastati a farne il primo Divo della Storia del Cinema, capace di scatenare entusiasmi deliranti, passioni sbrigliate, pettegolezzi feroci e il primo, idolatrico culto della personalità dello star-system hollywoodiano.
I funerali si svolsero in pompa magna in un delirio collettivo mai verificatosi prima. Sarà stato un caso, ma nel 1895 nasceva Rodolfo Valentino e anche il Cinema — e così alla sua morte nel 1926 finiva l'era del Cinema Muto.
Taranto e Valentino
A Castellaneta frequentò le prime classi elementari, per proseguire gli studi dapprima a Taranto, dove si trasferì con la sua famiglia. Taranto è la città dove Rodolfo Valentino cresce, studia e sogna — prima di partire per non tornare mai più. Come Leonida, come Livio Andronico, come tanti altri tarantini — una città che forma i suoi figli migliori e li vede andare via.
In sintesi
Rodolfo Valentino è la Taranto che entra nell'immaginario globale — il ragazzo del Sud che diventa il simbolo del desiderio di un'intera epoca. Una storia di emigrazione, di talento, di mito che appartiene alla provincia di Taranto e al mondo intero.
Collegamenti museali
- Mappa: Taranto contemporanea
- Epoche: Taranto contemporanea
- Sala Museo: Borgo e Arsenale
- Percorso: Il Salotto di Taranto (p10)
Fonti essenziali
- Wikipedia — Rodolfo Valentino
- Treccani — Valentino, Rodolfo, Enciclopedia del Cinema
- Comune di Castellaneta — Rodolfo Valentino
- Gente d'Italia — Rodolfo Valentino, la leggenda

































































