Taranto … com’era … tra mito e storia

Anfiteatro romano

Anfiteatro romano taranto cut

L'Anfiteatro Romano
I–II secolo d.C.
Il grande monumento sepolto della Taranto imperiale.

 

Cos'è

Sotto un parcheggio di Via Anfiteatro giace uno dei monumenti più imponenti della Taranto romana — un anfiteatro dell'età augustea, con un'arena dal raggio minore di quasi 50 metri e un'estensione complessiva di circa 100 metri. La tecnica costruttiva lo colloca tra l'età augustea e i primi decenni del I secolo d.C., mostrando affinità con gli anfiteatri di Lucera e Lecce. 

La storia

Già nel 1574, nella "Relazione sulle fortificazioni del castello di Taranto", si menzionava un "Coliseo". Ambrogio Merodi, nella sua "Historia tarantina" del 1681, descriveva l'Anfiteatro come il luogo del "colosso di Giove", una statua di bronzo di eccezionale grandezza. 

Le prime notizie di muri inerenti l'anfiteatro tarantino si devono a Luigi Viola, primo vero archeologo della città, che nel 1881 rinvenne una serie di muri in opera reticolata con andamento ellittico — per la precisione "17 muraglie". 

Probabilmente il piano di calpestio è 12 metri sotto il livello del mare. Sono conservati muri in opera reticolata per un'altezza di tre metri — e ancora non è stata raggiunta la quota dell'arena. 

Il confronto con Lecce

È una storia emblematica quella dell'anfiteatro romano. Ci parla di una Taranto che ha preferito occultare il proprio patrimonio storico ed archeologico anziché valorizzarlo. A Lecce, in piazza Sant'Oronzo, il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d'Italia nei primi anni del Novecento. Le operazioni di scavo iniziarono quasi subito e si protrassero sino al 1940. Oggi è un luogo di ritrovo per cittadini e turisti, perfettamente integrato con le esigenze dell'epoca moderna. Da noi le cose sono andate diversamente. 

Le vestigia, nascoste dalle strutture di una costruzione di fine '800 i cui locali sono utilizzati come uffici comunali, non sono visitabili e soprattutto visibili al pubblico. 

Taranto e il suo anfiteatro

L'anfiteatro di Taranto può ancora rivelare la sua segreta bellezza e farci capire alcuni snodi fondamentali della storia della città. È lì sotto, intatto, che aspetta. Una città che cammina sopra la propria grandezza senza saperlo — o forse sapendolo e fingendo di no. 

Via Anfiteatro deve il suo nome a lui. È l'unico segno visibile in superficie di un monumento che potrebbe trasformare il centro storico di Taranto come l'anfiteatro ha trasformato il centro di Lecce.

In sintesi

L'Anfiteatro romano è il grande rimpianto della Taranto moderna — un patrimonio sepolto sotto un parcheggio, conosciuto da pochi, valorizzato da nessuno. Ma è ancora lì, integro, a 12 metri sotto il livello del mare, che aspetta qualcuno con il coraggio di portarlo alla luce.

Collegamenti museali

Fonti essenziali

  1. Made in Taranto — L'anfiteatro romano di Taranto: da "Coliseo" nel 1574 a parcheggio
  2. Inchiostro Verde — Taranto e il suo anfiteatro romano: un amore impossibile
  3. La Gazzetta del Mezzogiorno — Il monumento fantasma di Taranto
  4. Pro Loco Taranto — Strutture murarie non curate

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