272 a.C. — La fine dell'indipendenza greca
Taranto si arrende a Roma

Dove siamo
Taranto, all'inizio del III secolo a.C., era la città più ricca e popolosa della Magna Grecia — 300.000 abitanti, una flotta potente, mura imponenti che racchiudevano uno spazio urbano tra i più grandi del mondo greco. Era la città di Archita, di Leonida, dell'arsenale più potente del Mediterraneo occidentale. Ma Roma, dopo aver sottomesso l'Italia centro-settentrionale, stava volgendo lo sguardo verso sud. Lo scontro era inevitabile.
Il casus belli
Nel 302 a.C. Taranto aveva stipulato con Roma un trattato preciso: Roma si impegnava a non intromettersi nella zona di influenza tarantina e a non far entrare proprie navi nel golfo della città. Per quasi vent'anni il patto resse. Ma nel 282 a.C., dopo le guerre sannitiche, Roma inviò una flotta nel golfo tarantino in soccorso di Turi, città della Calabria nella sfera di influenza tarantina. I Tarantini interpretarono quell'atto come una violazione deliberata del trattato — e affondarono le navi romane. Il Senato di Roma dichiarò guerra.
Pirro e gli elefanti
Incapaci di affrontare da soli l'esercito romano, i Tarantini chiamarono in aiuto Pirro, re dell'Epiro — nipote di Alessandro Magno, il più celebre condottiero del suo tempo. Nel 280 a.C. Pirro sbarcò in Italia con 25.000 uomini, tremila cavalieri, duemila arcieri e una ventina di elefanti — animali mai visti prima in Italia, che i Romani chiamarono "buoi lucani" credendoli originari della Basilicata.
Le prime battaglie furono favorevoli a Pirro: a Eraclea nel 280 a.C. e ad Ascoli nel 279 a.C. i Romani subirono pesanti sconfitte. Ma le perdite epirote erano enormi. Dopo la battaglia di Ascoli, Pirro avrebbe detto: "Ancora una vittoria come questa e sarò perduto." Da questa frase nacque l'espressione "vittoria di Pirro" — vittorie troppo costose per essere decisive.
La battaglia di Benevento e la resa
Nella primavera del 275 a.C., presso Malevento, si combatte la battaglia decisiva. I Romani hanno ormai trovato un efficace sistema contro gli elefanti: arcieri su carri con frecce infuocate terrorizzano i pachidermi, che impazziti travolgono le stesse truppe epirote. Pirro abbandona l'Italia. La città di Malevento viene ribattezzata Beneventum — buon auspicio per Roma, cattivo presagio per i nemici.
Tre anni dopo, nel 272 a.C., Milone — il comandante della guarnigione epirota ancora presente a Taranto — consegnò la città ai Romani a patto di avere via libera. Taranto si arrese senza un'ultima battaglia. Ricevette lo statuto di città libera, ma una guarnigione romana vi rimase acquartierata. La più grande polis della Magna Grecia era entrata nell'orbita di Roma.
Taranto e la conquista
La resa non fu una catastrofe immediata. Taranto mantenne le sue istituzioni, la sua lingua greca, la sua cultura, il suo commercio. I Romani erano affascinati dalla raffinatezza della città — l'ellenizzazione di Roma passa anche attraverso Taranto. Ma il cambiamento era inesorabile.
Nel 212 a.C., durante la Seconda Guerra Punica, Taranto aprì le porte ad Annibale sperando di riottenere l'indipendenza. Roma la riconquistò nel 209 a.C. con una durezza esemplare — 30.000 abitanti ridotti in schiavitù, le statue portate a Roma. Fu il colpo definitivo alla grandezza della polis.
Nel 123 a.C. Roma vi dedusse la Colonia Neptunia, segnando la definitiva integrazione nella romanità. La città di Archita, di Leonida, della grande flotta greca diventava Tarentum — città dell'impero più grande del mondo antico. Una storia millenaria non finiva: si trasformava.
In sintesi
Il 272 a.C. segna la fine dell'indipendenza politica di Taranto e la chiusura dell'era della Magna Grecia. Non fu solo la sconfitta di una città — fu la fine di un mondo. La cultura greca sopravvisse, si mescolò, influenzò profondamente la civiltà romana. Ma la Taranto sovrana, quella di Archita e della grande flotta, non esisteva più.
Collegamenti museali
- Mappa: Taranto ellenistica
- Mappa: Taranto romana
- Personaggio: Archita
- Personaggio: Leonida di Taranto
- Personaggio: Livio Andronico
- Percorso: La città ellenistica (p07)
- Percorso: La città romana (p08)
Fonti essenziali
- Studia Rapido — 280-275 a.C. Roma in guerra contro Pirro
- Historiaeantiquae — L'espansione di Roma: la guerra contro Pirro e la presa di Taranto
- Capitolivm — La guerra contro Pirro e la conquista di Taranto
- Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA) — sezione età romana

































































